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2026 / 1. Strade libere - Archivio Musicale Personale

Music By R. Gresta
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Music by R. Gresta
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Titolo: Strade Libere

(Strofa 1)
Ho chiuso il computer, ho spento il rumore,
lasciato i pensieri a scaldare il cuore.
Un giubbotto di pelle, la strada davanti,
senza più schemi, senza più santi.
Il motore si accende, la radio che va,
fuori dal traffico, verso l'età
in cui impari che il tempo non è una prigione,
ma il passaporto per una canzone.
 
(Ritornello)
E sono strade libere, aperte nel vento,
per chi ha scelto di vivere ogni momento!
Senza dover dimostrare chi sei,
senza più chiedere dove e perché.
Basta l'aria sul viso e un accordo che sale,
questa libertà che non fa più male.
 
(Strofa 2)
Le mani sul volante, i finestrini giù,
non importa chi c'eri o chi eri tu.
C'è il sole che taglia la linea del cielo,
e finalmente quello che vedi è vero.
I graffi sul legno sono ricordi lontani,
oggi si corre verso domani,
con la leggerezza di chi sa volare,
e una mappa nuova tutta da inventare.
 
(Ritornello)
E sono strade libere, aperte nel vento,
per chi ha scelto di vivere ogni momento!
Senza dover dimostrare chi sei,
senza più chiedere dove e perché.
Basta l'aria sul viso e un accordo che sale,
questa libertà che non fa più male.
 
(Bridge)
E non c'è una meta che valga il viaggio,
ci vuole soltanto un po' di coraggio
a ridere forte di tutte le attese,
delle corse sbagliate e delle difese.
 
(Ritornello Finale)
E sono strade libere, aperte nel vento,
per chi ha scelto di vivere ogni momento!
Senza dover dimostrare chi sei,
senza più chiedere dove e perché.
Basta l'aria sul viso e un accordo che sale,
questa libertà che non fa più male.
 
(Outro)
Strade libere...
Con il vento che soffia e non chiede la meta.
Soltanto la strada.
Io e la libertà.


 
 
Biografia del Brano "Strade Libere"

 
Titolo: Strade Libere
Testo: 2026
Base musicale: 2026

 
Strade Libere nasce nel 2026 come una parentesi volutamente più leggera e spensierata rispetto ad altri progetti presenti nell'archivio. Dopo numerosi lavori legati al recupero di vecchie demo, ai ricordi scolastici e a tematiche più nostalgiche, è emersa l'idea di scrivere un brano semplice, positivo e immediato, capace di trasmettere una sensazione di libertà, movimento e leggerezza.
La canzone prende forma attorno a immagini universali: la strada che scorre, il paesaggio osservato dal finestrino, il piacere del viaggio e quella sensazione di sospensione che si prova quando, almeno per qualche ora, conta più il percorso della destinazione.
Dal punto di vista musicale, Strade Libere si colloca nell'ambito dell'Acoustic Folk-Rock d'autore, richiamando le grandi atmosfere on the road tipiche dell'immaginario dei lunghi viaggi. L'arrangiamento è costruito attorno a chitarre acustiche brillanti, una sezione ritmica essenziale ma dinamica e un'impostazione sonora pensata per accompagnare idealmente il viaggio attraverso paesaggi aperti e orizzonti lontani.
A differenza di molte composizioni dell'archivio, spesso legate al recupero del passato, Strade Libere è un brano che guarda soprattutto avanti. Non cerca grandi risposte né particolari conclusioni: invita semplicemente a mettersi in cammino, osservare ciò che passa accanto e lasciarsi trasportare dalla strada.
Come spesso accade nei lavori più recenti dell'archivio, anche in questo caso si è resa necessaria una significativa rielaborazione tecnologica della componente vocale. L'antica e ormai ampiamente documentata incompatibilità tra il sottoscritto e qualunque dispositivo adibito alla registrazione della voce continua infatti a rappresentare uno dei pochi elementi realmente stabili dell'intero progetto.
Nel tentativo di limitare i danni alle apparecchiature coinvolte e, soprattutto, agli ascoltatori, si è quindi fatto ricorso ai consueti interventi di elaborazione e adattamento vocale, indispensabili per trasformare il materiale registrato in qualcosa di pubblicamente presentabile senza l'intervento delle competenti autorità sanitarie o della protezione civile.
Ad ulteriore conferma delle tensioni esistenti tra le parti, al termine delle sessioni vocali dedicate al brano il sottoscritto è rimasto per diversi giorni quasi completamente senza voce. Le cause dell'accaduto non sono mai state accertate con assoluta certezza.
Una delle ipotesi più accreditate rimane quella secondo cui i microfoni, dopo anni di maltrattamenti professionali, abbiano finalmente deciso di reagire organizzando uno sciopero punitivo nei confronti del cantante. Considerata la qualità delle registrazioni preliminari, la loro posizione potrebbe perfino risultare comprensibile.
Nonostante le inevitabili ostilità tra le parti, il processo di produzione è comunque giunto a conclusione. I microfoni hanno riportato conseguenze che preferiscono non commentare. Il sottoscritto ha recuperato la voce. Per il momento si può quindi parlare di una tregua armata, in attesa del prossimo progetto musicale e della successiva inevitabile crisi diplomatica.
Al di là di questi incidenti di percorso, Strade Libere rimane uno dei brani più sereni, immediati e spensierati prodotti nel 2026. Una canzone nata principalmente per il piacere di scrivere, immaginare un viaggio e lasciarsi accompagnare dalla musica lungo qualche chilometro di strada libera.

Il ritornello è stato concepito per essere interpretato quasi come uno scioglilingua melodico, con un andamento volutamente più rapido rispetto alle strofe. Questa caratteristica risulta particolarmente evidente nelle prime due righe del ritornello e nella sua parte finale, dove il ritmo delle parole accelera leggermente per trasmettere maggiore fluidità, energia e coinvolgimento, richiedendo all'interprete una particolare attenzione alla scansione e alla pronuncia del testo.
 
Nota sull'immagine sotto al testo (Lyrics)
Rappresentazione ironica di una (presunta?) assemblea straordinaria dei microfoni di studio che, dopo aver sopportato l'ennesima sessione vocale del sottoscritto, avrebbero formulato una richiesta unanime alle forze superiori dell'acustica:
"Possa, dopo questa registrazione, mancargli la voce per qualche giorno."
Secondo fonti non verificabili ma ritenute attendibili dagli stessi microfoni, la domanda sarebbe stata accolta almeno in parte, lasciando il sottoscritto temporaneamente afono per diversi giorni. Un risultato considerato dagli apparati audio come il più grande successo sindacale dell'anno.
Purtroppo per loro, la voce è successivamente tornata. I microfoni stanno ancora elaborando il trauma. 😄


 

L'immagine è la copertina dell'album "Strade Libere" di Riccardo Gresta. Mostra un uomo di mezza età con i capelli leggermente mossi e la barba, vestito con una giacca di pelle, che guida una decappottabile d'epoca su una strada panoramica costiera al tramonto. La strada si estende in lontananza verso un orizzonte dorato. Il titolo "STRADE LIBERE" è in primo piano in alto in un carattere dorato e strutturato, con "RICCARDO GRESTA" sotto in un carattere più piccolo e semplice. L'anno "2026" è posizionato in basso. La scena è immersa in una luce calda e dorata, evocando un senso di avventura e libertà. L'inquadratura è ravvicinata sul conducente, ma la strada e l'ambiente circostante sono chiaramente visibili, creando una sensazione di viaggio infinito.
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